
Palmenti di Pietragalla costituiscono uno dei complessi di architettura rurale ipogea più straordinari e meno conosciuti d’Italia. Sul crinale sud-orientale del borgo, circa 200 strutture scavate nella roccia arenaria formano un vero e proprio paesaggio produttivo dedicato alla vinificazione, unico per concentrazione, tipologia e valore paesaggistico. A differenza dei palmenti diffusi nel Mezzogiorno, qui ogni ambiente è coperto da volte in muratura e racchiude al suo interno un sistema di vasche scavate nella roccia per la pigiatura, la fermentazione e la raccolta del vino. L’insieme non è la somma di manufatti isolati, ma un organismo collettivo nato dal rapporto secolare tra comunità, territorio e risorsa vitivinicola. Per secoli, l’uva proveniente dai vigneti circostanti veniva lavorata in questi spazi e il vino trasportato nelle cantine ipogee del paese. I palmenti raccontano una forma di economia condivisa, di uso sapiente della materia e di integrazione perfetta tra architettura e paesaggio. Oggi questo luogo rappresenta una testimonianza rarissima di come l’uomo abbia saputo modellare la roccia senza alterare l’equilibrio del territorio, dando vita a un unicum architettonico e culturale di valore universale.
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Palmenti di Pietragalla costituiscono uno dei complessi di architettura rurale ipogea più straordinari e meno conosciuti d’Italia. Sul crinale sud-orientale del borgo, circa 200 strutture scavate nella roccia arenaria formano un vero e proprio paesaggio produttivo dedicato alla vinificazione, unico per concentrazione, tipologia e valore paesaggistico. A differenza dei palmenti diffusi nel Mezzogiorno, qui ogni ambiente è coperto da volte in muratura e racchiude al suo interno un sistema di vasche scavate nella roccia per la pigiatura, la fermentazione e la raccolta del vino. L’insieme non è la somma di manufatti isolati, ma un organismo collettivo nato dal rapporto secolare tra comunità, territorio e risorsa vitivinicola. Per secoli, l’uva proveniente dai vigneti circostanti veniva lavorata in questi spazi e il vino trasportato nelle cantine ipogee del paese. I palmenti raccontano una forma di economia condivisa, di uso sapiente della materia e di integrazione perfetta tra architettura e paesaggio. Oggi questo luogo rappresenta una testimonianza rarissima di come l’uomo abbia saputo modellare la roccia senza alterare l’equilibrio del territorio, dando vita a un unicum architettonico e culturale di valore universale.
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