Un grande parco ottocentesco a Gubbio ispirato alla tradizione paesaggistica anglosassone voluto dal marchese Ranghiasci. Una pittoresca passeggiata nella natura tra architetture neoclassiche e preesistenze medievali.
Situato alle pendici nord del Monte Ingino e delimitato dalle Mura Urbiche, Parco Ranghiasci è uno dei luoghi più innovativi di Gubbio. Realizzato a metà Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, con l’influenza della moglie inglese Matilde Hobhouse, il Parco introduce in città il modello del giardino all’inglese, allora del tutto originale per il contesto locale. Viali sinuosi, rampe ellittiche e cannocchiali ottici guidano il visitatore in un percorso visivo in continuo movimento, studiato per incorniciare scorci della città medievale. Il cuore del Parco è il giardino del Tempietto, dominato da un’architettura neoclassica. Nel timpano, lo stemma dei Ranghiasci affiancato a quello dei Brancaleoni e il motto “Virtus omnia vincit” rendono esplicita la funzione simbolica del luogo: non semplice ornamento, ma affermazione di un’identità familiare e civile.
L’aggiunta di elementi estetici e architettonici - un villino, la scuderia, colonne, nicchie, sedili in pietra e fontane - nobilitò l’arredo verde, accuratamente studiato alternando le specie arboree per creare effetti diversi a seconda delle stagioni. Tra due viali, in un luogo appartato, svetta la torre medievale che, ben conservata, è quanto resta dell’antico complesso di San Luca.
Il parco, acquisito negli anni ‘80 dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Gubbio, è stato ripristinato e reso fruibile al pubblico. Lungo i viali sono state collocate opere delle diverse edizioni della Biennale di Scultura che si svolge con cadenza biennale a partire dal 1956.