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PALAZZO GAGLIARDI DE RISO

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PALAZZO GAGLIARDI DE RISO
Nel cuore della città di Vibo Valentia, proprio su uno dei suoi corsi principali, il Palazzo Gagliardi - De Riso sopravvive in silenzio tra pareti, infissi lesionati dal tempo e visibili tracce di degrado e abbandono. Eppure, questo è sicuramente uno dei palazzi di maggior pregio presenti in città. Realizzato nei primi anni dell’800, nasce come foresteria per l’alloggio degli ospiti illustri della famiglia Gagliardi, proprio di fronte ad un altro palazzo di proprietà che sarà demolito nel 1872 per lasciare spazio a quello attuale, più maestoso e più rappresentativo dello status e della ricchezza del casato. Il protrarsi dei lavori di costruzione di questo nuovo edificio, fece sì che la palazzina della foresteria divenisse la residenza principale dei Gagliardi che provvidero anche ad una nuova sistemazione e decorazione degli ambienti. Il palazzo Gagliardi - De Riso si presenta con un’architettura sobria ma elegante che richiama quasi lo stile rinascimentale toscano, con fasce di bugnato liscio continuo raccordate con le ghiere delle bucature ad arco. Ha una pianta rettangolare con una corte centrale, presenta due piani sul Corso Umberto e, a causa della forte pendenza del terreno, tre sul vicolo parallelo dove si trovavano anche le scuderie. Dal portone centrale si accede alla corte interna (su cui si affacciano diversi balconi) e da questa, attraverso una grande porta a vetri, nell’atrio dell’abitazione; uno scalone centrale, che si divide poi in due eleganti rampe simmetriche con il corrimano coperto da velluto, conduce al piano nobile. L’ingresso centrale dell’appartamento è caratterizzato da una particolarissima porta in pelle trapuntata, ai lati della quale, due statue in stile liberty reggenti una torcia, accoglievano un tempo gli ospiti. Nella tromba delle scale, una luce assai suggestiva filtra dalle rosse vetrate di un finestrone centrale, conferendo all’ambiente un’aurea di grande fascino e mistero. La palazzina è strettamente legata alla figura di Caterina De Blasio, moglie del marchese Enrico Gagliardi. Considerata una delle donne calabresi più rappresentative della seconda metà dell’Ottocento, Caterina trasformò la sua abitazione in un cenacolo culturale che presto divenne famoso in tutta la Calabria, ospitando eventi di alto spessore dedicati alle Lettere, alla Musica e al bel Canto. Particolarmente belle erano - e sono tuttora nonostante il degrado - alcune sale del palazzo: il “fumoir” o sala del fumo, interamente realizzato in stile arabo; la sala da pranzo in noce intagliata con un bellissimo soffitto a cassettoni, opera di maestranze svizzere; il grande salone delle feste in stile impero con decorazioni in oro, con i divanetti damascati fissati alle pareti così da lasciare lo spazio centrale libero per i balli, con un grande lampadario finemente lavorato e con gli stemmi delle famiglie Gagliardi e De Blasio. Un enorme tappeto, oggi molto danneggiato, reca nel centro il monogramma dei due casati. Insomma, tutto nel palazzo era curato nei minimi particolari, tutto esprimeva il gusto raffinato dei padroni di casa. A metà del secolo scorso, Caterina nipote della marchesa e ultima dei Gagliardi, insieme al marito Renato De Riso, volle donare il palazzo al Comune che dal 1997 lo cedette alla Provincia. Oggi, solo il silenzio custodisce la memoria di questo mondo sospeso ma sulle pareti, dove le antiche carte da parati sfidano l’oblio, si legge ancora l’orgoglio di una terra antica, di una Vibo aristocratica e colta tanto diversa da quella attuale.

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