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MURO DELLA MEMORIA

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SAN PIETRO A MAIDA, CATANZARO

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MURO DELLA MEMORIA
Nel centro storico di San Pietro a Maida, gli scultori Francesco Violi e Fortunato Violi hanno realizzato un ciclo monumentale di bassorilievi in terracotta refrattaria, ciascuno delle dimensioni di 150 × 250 cm, creando un vero “Muro della Memoria” che racconta la storia e l’identità del paese attraverso la scultura. La scelta della terracotta refrattaria, materiale antico e nobile, non è casuale: è una materia intimamente legata al territorio, grazie alla presenza storica di antiche cave nel Lametino, che hanno fornito per secoli argille pregiate e resistenti. Questa decisione conferisce all’opera non solo radicamento culturale, ma anche solidità e durata secolare: un intervento artistico che non disturba il paesaggio, perfettamente integrato nel contesto urbano, e destinato a mantenersi nei secoli per la sua resistenza naturale agli agenti atmosferici. Il linguaggio dei Violi: memoria scolpita nella materia Francesco e Fortunato Violi utilizzano il bassorilievo come strumento narrativo, continuando una tradizione millenaria. Attraverso una modellazione precisa e narrativa, danno voce alla storia del borgo: • la raccolta delle olive e il lavoro nei campi, pilastro dell’identità locale; • la produzione dell’olio, tra macine, “trappiti” e saperi tramandati; • la tessitura, universo femminile di abilità e memoria; • la lavorazione del grano, evocata nelle scene dei mulini; • le processioni religiose e il culto dei santi protettori; • i paesaggi e gli scorci caratteristici del paese, scolpiti come fossero pagine di una memoria condivisa. Ogni pannello è un mondo a sé, ma insieme creano un percorso narrativo che accompagna il visitatore attraverso i valori e la storia della comunità. Un progetto integrato e rispettoso del territorio I bassorilievi si inseriscono in modo armonico nel tessuto urbano: non alterano il paesaggio, non impongono volumi invasivi, ma dialogano con le architetture preesistenti, rafforzando il senso di appartenenza e continuità storica. La terracotta refrattaria, materia “eterna” che attraversa le epoche senza perdere la sua forza, garantisce che questo intervento sia commisurato alla durata della memoria collettiva: un’opera pensata per attraversare generazioni e restare. La firma artistica di Francesco e Fortunato Violi Il lavoro nasce dall’incontro di due sensibilità: • Francesco Violi, maestro della modellazione classica, con un linguaggio saldo, radicato nella tradizione e nelle tecniche antiche; • Fortunato Violi, che porta dinamismo narrativo, rigore anatomico e una visione contemporanea dell’arte pubblica. La fusione dei due mondi dà vita a pannelli di grande forza visiva, capaci di raccontare il passato e parlare al presente con linguaggio universale.

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Nel centro storico di San Pietro a Maida, gli scultori Francesco Violi e Fortunato Violi hanno realizzato un ciclo monumentale di bassorilievi in terracotta refrattaria, ciascuno delle dimensioni di 150 × 250 cm, creando un vero “Muro della Memoria” che racconta la storia e l’identità del paese attraverso la scultura. La scelta della terracotta refrattaria, materiale antico e nobile, non è casuale: è una materia intimamente legata al territorio, grazie alla presenza storica di antiche cave nel Lametino, che hanno fornito per secoli argille pregiate e resistenti. Questa decisione conferisce all’opera non solo radicamento culturale, ma anche solidità e durata secolare: un intervento artistico che non disturba il paesaggio, perfettamente integrato nel contesto urbano, e destinato a mantenersi nei secoli per la sua resistenza naturale agli agenti atmosferici. Il linguaggio dei Violi: memoria scolpita nella materia Francesco e Fortunato Violi utilizzano il bassorilievo come strumento narrativo, continuando una tradizione millenaria. Attraverso una modellazione precisa e narrativa, danno voce alla storia del borgo: • la raccolta delle olive e il lavoro nei campi, pilastro dell’identità locale; • la produzione dell’olio, tra macine, “trappiti” e saperi tramandati; • la tessitura, universo femminile di abilità e memoria; • la lavorazione del grano, evocata nelle scene dei mulini; • le processioni religiose e il culto dei santi protettori; • i paesaggi e gli scorci caratteristici del paese, scolpiti come fossero pagine di una memoria condivisa. Ogni pannello è un mondo a sé, ma insieme creano un percorso narrativo che accompagna il visitatore attraverso i valori e la storia della comunità. Un progetto integrato e rispettoso del territorio I bassorilievi si inseriscono in modo armonico nel tessuto urbano: non alterano il paesaggio, non impongono volumi invasivi, ma dialogano con le architetture preesistenti, rafforzando il senso di appartenenza e continuità storica. La terracotta refrattaria, materia “eterna” che attraversa le epoche senza perdere la sua forza, garantisce che questo intervento sia commisurato alla durata della memoria collettiva: un’opera pensata per attraversare generazioni e restare. La firma artistica di Francesco e Fortunato Violi Il lavoro nasce dall’incontro di due sensibilità: • Francesco Violi, maestro della modellazione classica, con un linguaggio saldo, radicato nella tradizione e nelle tecniche antiche; • Fortunato Violi, che porta dinamismo narrativo, rigore anatomico e una visione contemporanea dell’arte pubblica. La fusione dei due mondi dà vita a pannelli di grande forza visiva, capaci di raccontare il passato e parlare al presente con linguaggio universale.
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