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Giardino Salvi

GIARDINO SALVI

VICENZA

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GIARDINO SALVI

anno censimento

2024

numero voti

20,196

posizione classifica

17

stato del progetto

Approvato

tipologia

Valorizzazione

Nel centro di Vicenza, il parco rinascimentale della famiglia Valmarana, ripensato nell’Ottocento dai Salvi. Complementari sono i due templi palladiani che si specchiano nelle acque delle rogge.

Voluta dal nobile vicentino Giacomo Valmarana come “luogo di delizie” accanto alla sua dimora, la realizzazione di questo grande giardino posto fuori dalle mura cittadine venne avviata nel 1556. Come in tutti i giardini rinascimentali, lo spazio verde era ornato da statue e fontane e pochi decenni dopo fu aggiunta una loggia di ispirazione palladiana, che ricorda il frontone di un tempio greco: da un basamento ad arconi che sorge dall’acqua della roggia Seriola, si alzano sei colonne che sorreggono al centro un timpano triangolare. La data 1592 incisa sulla loggia si lega sia all’epoca della sua costruzione sia all’anno dell’apertura del giardino al pubblico da parte di Leonardo Valmarana, con un gesto di grande attenzione verso i concittadini. A Baldassarre Longhena, altro grande protagonista dell’architettura veneta dell’epoca, fu affidata la costruzione, nel lato nord del giardino, di una nuova loggetta, destinata ad accogliere riunioni accademiche. Anche la Loggia Longhena si eleva da un piccolo corso d’acqua, con un basamento a tre archi che vengono poi ripresi a tutta altezza nella facciata, anche in questo caso coronata da un timpano in corrispondenza dell’arco centrale. 
Il giardino venne acquistato nel 1813 dalla famiglia Salvi, che arricchì la varietà di piante e fiori e modificò l’impianto formale, tipico del Rinascimento, aggiornandolo sul gusto romantico, creando percorsi sinuosi e scorci inattesi. Nel 1878 il Comune di Vicenza divenne proprietario del luogo e diede corso a vari interventi, dalla cura del verde alla demolizione del muro che costeggiava la strada, rendendo in tal modo visibile dall’esterno il giardino, che dal 1907 fu aperto al pubblico. Nel Novecento fu un luogo molto vissuto, come spazio espositivo per mostre d’arte e d’artigianato e sede, nella zona esterna limitrofa alla Loggia Longhena, dei padiglioni realizzati per la fiera campionaria, trasferita negli anni Settanta nella zona industriale. 

Oggi il giardino, situato all’ingresso del centro storico, in posizione strategica a ridosso di piazza Castello, è uno spazio verde di raccordo tra la città monumentale e l’area urbana moderna periferica. Nel 2024 è stato oggetto di un importante recupero del verde e dei percorsi interni, realizzato dal Comune di Vicenza con fondi PNRR.  

Giardino Salvi
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GIARDINO SALVI

VICENZA

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GIARDINO SALVI

Il Giardino Salvi si colloca in un punto nevralgico del centro storico di Vicenza. E’ qui che il nobile Giacomo Valmarana, verso la metà del’500, crea quello che vuole “luogo di delizie” a fianco della sua dimora. Piccolo polmone elegante, luogo ricco di storia circondato da gioielli architettonici, numerosissime sono le testimonianze letterarie e iconografiche che evidenziano l’importanza del Giardino Salvi per la città di Vicenza. Nel 1591 vi viene costruita, forse da Leonardo Valmarana, la “Loggia palladiana”, spazio deputato alla gioia e alla spensieratezza. Nel 1592 il Giardino, aperto anche al pubblico e ai visitatori, appare come un luogo suggestivo, ricco di piante, una conigliera, uccelli variopinti e tartarughe. Per poi accrescerne il valore aristocratico, Luigi e Massimiliano Valmarana commissionano a Baldassarre Longhena, sul lato nord del Giardino, la Loggetta, destinata ad accogliere dotte riunioni accademiche. Passato in eredità ai fratelli Salvi nel 1813, il Giardino subisce numerose variazioni e diversi sono gli interventi che mirano al miglioramento del patrimonio di fiori e piante, anche con la costruzione di una serra calda. Nel 1878 il Comune di Vicenza ne diviene proprietario, nel 1897 viene abbattuto il muro di cinta verso corso SS Felice e Fortunato e il Giardino viene reso visibile anche dall’esterno per essere aperto definitivamente al pubblico nel 1907. Nel corso del XX secolo mantiene la sua struttura ottocentesca, ma vengono aggiunte numerose sculture, che lo rendono luogo della memoria e spazio espositivo per mostre d’arte e artigianato. Non è un caso che proprio qui, tra il 1947- 1948, vengano edificati, su proposta del neonato Ente Fiera ad opera dell’architetto Sergio Ortolani, i padiglioni per l’Esposizione della Fiera Campionaria, che, trasferita poi in zona industriale negli anni ’70, fa perdere a questo spazio la vitalità e il desiderio di goderlo appieno. 

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