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FALCOGNANA

FALCOGNANA

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FALCOGNANA
Il Casale della Falcognana, situato nel borgo omonimo sulla via Ardeatina, a due chilometri dal Santuario della Madonna del Divino Amore, è costruito su uno sperone di tufo ed è costituito dal corpo centrale del casale, una serie di edifici minori annessi (usati in passato come stalle, fienili, magazzini, ecc.) e la piccola Chiesa di Santa Maria ad Magos. Il nome deriverebbe da un antico Casale Falconis, appartenuto al card. Falco, rettore del monastero dei santi Cosma e Damiano nel IX sec. Maestoso e vario nella scansione volumetrica della sua architettura essenziale, ledificio faceva parte nel XIII secolo dei possedimenti della Chiesa di SantAlessio allAventino; nel XIV secolo la tenuta di Falcognana spettava al monastero di San Sisto, al quale papa Bonifacio VIII diede la facoltà di venderla. Successivamente, sotto papa Martino V, entrò nel possesso dei Colonna e, nel 1432, fu da Odoardo Colonna venduta a Giacomo Cenci, figlio di Alessio. Una curiosità: la piccola chiesa di Santa Maria ad Magos ospitò per quasi un lustro limmagine miracolosa della Madonna del Divino Amore. Infatti il 5 settembre 1740, quando laffresco della Vergine con il Bambino fu asportato dalla torre del complesso nel frattempo denominato Castel di Leva, probabile corruzione dell'antico Castel di Leo, venne trasferito nella vicina tenuta della Falcognana e collocato al riparo dalle intemperie ed esposto alla devozione dei fedeli proprio presso la chiesa di S. Maria ad Magos. Il trasferimento scatenò però un putiferio perché il territorio di Castel di Leva era proprietà del Conservatorio di S.Caterina, mentre la Falcognana apparteneva alla basilica di S.Giovanni in Laterano. Allora intervenne il tribunale della Sacra Romana Rota e decise che le offerte dei pellegrini sarebbero state di proprietà della Vergine ed adoperate quindi "per costruirle una chiesa, come richiede sia la necessità di aumentare il culto verso l'Immagine sia la riconoscenza per i miracoli ottenuti". Dopo cinque anni, esattamente il 19 aprile 1745, la Madonna fu ricondotta nella sua antica sede di Castel di Leva, dove nel frattempo era stata eretta una chiesa, lattuale Antico Santuario del Divino Amore.

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Il Casale della Falcognana, situato nel borgo omonimo sulla via Ardeatina, a due chilometri dal Santuario della Madonna del Divino Amore, è costruito su uno sperone di tufo ed è costituito dal corpo centrale del casale, una serie di edifici minori annessi (usati in passato come stalle, fienili, magazzini, ecc.) e la piccola Chiesa di Santa Maria ad Magos. Il nome deriverebbe da un antico Casale Falconis, appartenuto al card. Falco, rettore del monastero dei santi Cosma e Damiano nel IX sec. Maestoso e vario nella scansione volumetrica della sua architettura essenziale, ledificio faceva parte nel XIII secolo dei possedimenti della Chiesa di SantAlessio allAventino; nel XIV secolo la tenuta di Falcognana spettava al monastero di San Sisto, al quale papa Bonifacio VIII diede la facoltà di venderla. Successivamente, sotto papa Martino V, entrò nel possesso dei Colonna e, nel 1432, fu da Odoardo Colonna venduta a Giacomo Cenci, figlio di Alessio. Una curiosità: la piccola chiesa di Santa Maria ad Magos ospitò per quasi un lustro limmagine miracolosa della Madonna del Divino Amore. Infatti il 5 settembre 1740, quando laffresco della Vergine con il Bambino fu asportato dalla torre del complesso nel frattempo denominato Castel di Leva, probabile corruzione dell'antico Castel di Leo, venne trasferito nella vicina tenuta della Falcognana e collocato al riparo dalle intemperie ed esposto alla devozione dei fedeli proprio presso la chiesa di S. Maria ad Magos. Il trasferimento scatenò però un putiferio perché il territorio di Castel di Leva era proprietà del Conservatorio di S.Caterina, mentre la Falcognana apparteneva alla basilica di S.Giovanni in Laterano. Allora intervenne il tribunale della Sacra Romana Rota e decise che le offerte dei pellegrini sarebbero state di proprietà della Vergine ed adoperate quindi "per costruirle una chiesa, come richiede sia la necessità di aumentare il culto verso l'Immagine sia la riconoscenza per i miracoli ottenuti". Dopo cinque anni, esattamente il 19 aprile 1745, la Madonna fu ricondotta nella sua antica sede di Castel di Leva, dove nel frattempo era stata eretta una chiesa, lattuale Antico Santuario del Divino Amore.
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