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CONVENTO DI SAN DOMENICO

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TAGGIA, IMPERIA

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CONVENTO DI SAN DOMENICO

Il Convento “S. Domenico” di Taggia è stato fondato dal frate domenicano Beato Padre Cristoforo da Milano nel 1460. I predicatori itineranti del Medioevo attraversavano a piedi l’Europa ed egli, passando per Taggia, sente che questa gente ha bisogno di assistenza spirituale, si ferma con loro fino alla morte. Il punto di potere del convento taggese è la sua centralità in Europa: gli illustri viaggiatori, soprattutto domenicani teologi e inquisitori, sostavano qui e lasciavano in dono opere d’arte e libri preziosi. Nel tempo questo monumento dovette sopportare vicende drammatiche, come l’attacco dei pirati barbareschi (1564), la chiusura forzata (1866-1926) dovuta all’esproprio dei conventi da parte del nuovo Regno d’Italia, con la conseguente dispersione del patrimonio artistico e librario. Dal 1926 al 2008 i frati ritornano e offrono il loro servizio, ma lasciano ancora il luogo per mancanza di vocazioni domenicane. Dal 2008 il “S. Domenico” di Taggia (proprietà del FEC) è affidato fortunatamente alla Diocesi di Ventimiglia-Sanremo. ARTE Sono conservate nella chiesa opere d’arte dal 1472 al 1710. La presenza di ben cinque polittici e un affresco di Ludovico Brea testimonia il fenomeno artistico-culturale dei “Primitivi nizzardi”, pittori operanti nel nizzardo e nel Ponente Ligure tra il 1400 e il 1500. Ludovico Brea (1450-1523 circa) e Giovanni Canavesio (piemontese, prima del 1450-1500) sono qui a documentare il passaggio della pittura ligure dal Medioevo al Rinascimento. Rinascimento, Manierismo e Barocco sono ben rappresentati da quadri dell’ultimo Brea, Parmigianino, G.B. Trotti (il Malosso), Alessandro Turchi (l’Orbetto), Bernardino Campi (copia), una delle primissime opere di Gioacchino Assereto, Gregorio De Ferrari, e dall’altare con la statua della Madonna di G. A. Ponsonelli, allievo di Filippo Parodi (il maggiore scultore del barocco genovese, seguace del Bernini). Emerge per la sua pregevolezza artistica la “Adorazione dei Magi” di F. M. Mazzola, “il Parmigianino”, 1528-29, Bologna, rubata nel 1994 e ritrovata nel 2003. VALORE CULTURALE E SPIRITUALE La peculiarità del “S. Domenico” di Taggia è unica in quanto due terre di frontiera dal 1400 ad oggi sono ancora unite in un unico polo culturale (Nizzardo e Ponente ligure), un “centro costituito dall’unione spirituale di due periferie, con dentro il Principato di Monaco”. Una valenza dunque internazionale ed europea. Un formidabile luogo-simbolo di incontro: corsi di cristianità, manifestazioni di carattere religioso e interculturale tra Italia e Francia, visitatori italiani, francesi, tedeschi, studenti e professori universitari, che vengono accompagnati con un servizio volontario e gratuito. Grande è il valore del dialogo con le persone a livello umano. Occorre quindi prendere coscienza che questo convento non è assolutamente una realtà qualsiasi, solo locale, legata al Comune di Taggia. E’ una chiesa - museo della Provincia di Imperia fortemente agganciata alla Francia, con la quale condivide una identica ed unica cultura artistica e religiosa. Tenacemente voluto e mantenuto fin dalla sua fondazione (con moltissimi lasciti) dalla popolazione di Taggia, il nostro convento rischia la chiusura e la dispersione, già grave in passato, del patrimonio fuori dal suo ambito civico, storico, spirituale. I nostri giovani, che sono il futuro, non possono perdere quel poco che è rimasto delle risorse culturali e turistiche. Il Padre Cristoforo nel 1460 ha acceso nel Ponente Ligure una fiaccola, e “non si accende una fiaccola per metterla sotto il moggio”.

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Il Convento “S. Domenico” di Taggia è stato fondato dal frate domenicano Beato Padre Cristoforo da Milano nel 1460. I predicatori itineranti del Medioevo attraversavano a piedi l’Europa ed egli, passando per Taggia, sente che questa gente ha bisogno di assistenza spirituale, si ferma con loro fino alla morte. Il punto di potere del convento taggese è la sua centralità in Europa: gli illustri viaggiatori, soprattutto domenicani teologi e inquisitori, sostavano qui e lasciavano in dono opere d’arte e libri preziosi. Nel tempo questo monumento dovette sopportare vicende drammatiche, come l’attacco dei pirati barbareschi (1564), la chiusura forzata (1866-1926) dovuta all’esproprio dei conventi da parte del nuovo Regno d’Italia, con la conseguente dispersione del patrimonio artistico e librario. Dal 1926 al 2008 i frati ritornano e offrono il loro servizio, ma lasciano ancora il luogo per mancanza di vocazioni domenicane. Dal 2008 il “S. Domenico” di Taggia (proprietà del FEC) è affidato fortunatamente alla Diocesi di Ventimiglia-Sanremo. ARTE Sono conservate nella chiesa opere d’arte dal 1472 al 1710. La presenza di ben cinque polittici e un affresco di Ludovico Brea testimonia il fenomeno artistico-culturale dei “Primitivi nizzardi”, pittori operanti nel nizzardo e nel Ponente Ligure tra il 1400 e il 1500. Ludovico Brea (1450-1523 circa) e Giovanni Canavesio (piemontese, prima del 1450-1500) sono qui a documentare il passaggio della pittura ligure dal Medioevo al Rinascimento. Rinascimento, Manierismo e Barocco sono ben rappresentati da quadri dell’ultimo Brea, Parmigianino, G.B. Trotti (il Malosso), Alessandro Turchi (l’Orbetto), Bernardino Campi (copia), una delle primissime opere di Gioacchino Assereto, Gregorio De Ferrari, e dall’altare con la statua della Madonna di G. A. Ponsonelli, allievo di Filippo Parodi (il maggiore scultore del barocco genovese, seguace del Bernini). Emerge per la sua pregevolezza artistica la “Adorazione dei Magi” di F. M. Mazzola, “il Parmigianino”, 1528-29, Bologna, rubata nel 1994 e ritrovata nel 2003. VALORE CULTURALE E SPIRITUALE La peculiarità del “S. Domenico” di Taggia è unica in quanto due terre di frontiera dal 1400 ad oggi sono ancora unite in un unico polo culturale (Nizzardo e Ponente ligure), un “centro costituito dall’unione spirituale di due periferie, con dentro il Principato di Monaco”. Una valenza dunque internazionale ed europea. Un formidabile luogo-simbolo di incontro: corsi di cristianità, manifestazioni di carattere religioso e interculturale tra Italia e Francia, visitatori italiani, francesi, tedeschi, studenti e professori universitari, che vengono accompagnati con un servizio volontario e gratuito. Grande è il valore del dialogo con le persone a livello umano. Occorre quindi prendere coscienza che questo convento non è assolutamente una realtà qualsiasi, solo locale, legata al Comune di Taggia. E’ una chiesa - museo della Provincia di Imperia fortemente agganciata alla Francia, con la quale condivide una identica ed unica cultura artistica e religiosa. Tenacemente voluto e mantenuto fin dalla sua fondazione (con moltissimi lasciti) dalla popolazione di Taggia, il nostro convento rischia la chiusura e la dispersione, già grave in passato, del patrimonio fuori dal suo ambito civico, storico, spirituale. I nostri giovani, che sono il futuro, non possono perdere quel poco che è rimasto delle risorse culturali e turistiche. Il Padre Cristoforo nel 1460 ha acceso nel Ponente Ligure una fiaccola, e “non si accende una fiaccola per metterla sotto il moggio”.

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