
Nella prima metà del 1600, alcuni fedeli del quartiere di San Michele e del quartiere della Piazza presero l'iniziativa di fondare una Congregazione laicale. Le Confraternite o Congreghe laicali sono associazioni di fedeli erette con lo scopo di promuovere la vita cristiana con opere dirette al culto e alla carità verso il prossimo. La chiesa venne comunemente chiamata “Oratorio per le anime del Purgatorio” poiché lo scopo primario della Confraternita era quello di questuare per suffragare le anime abbandonate del Purgatorio. Il sacro edificio non ha subito nel tempo significative modifiche ma solo interventi per la sua staticità e conservazione. La facciata presenta un’impostazione settecentesca. La chiesa ha una sola navata ed è a croce latina. Le pareti della chiesa sono completamente decorate. Le pitture murali, secondo la tradizione orale, vennero eseguite nei primi decenni del XVIII sec. da un ignoto pittore napoletano, che, in fuga da un crimine, avrebbe trovato rifugio nella chiesa, che allora godeva del diritto di asilo. Il Principe di Ottaviano, Don Giuseppe II De Medici, gli avrebbe ingiunto di decorare la chiesa. Le pitture furono quasi del tutto ridipinte a tempera negli anni ’40 dal pittore Vincenzo Sacco ed ultimamente sono state restaurate grazie all’interessamento del Rotary Club di Ottaviano. Sulla parete, al di sopra dell’ingresso, è rappresentata l’Ultima Cena. Ai lati si vedono i due santi più popolari del napoletano: S. Lucia e S. Agnello. Le pareti a destra e a sinistra della navata sono occupate da scene bibliche e fantastiche. A sinistra osserviamo tre scene di intervento delle anime purganti nell’atto di soccorrere i propri devoti. A destra sono rappresentate le scene dell’inferno, del giudizio universale e della Trinità con le anime purganti. Nella volta sono rappresentati episodi della vita della Madonna: la nascita della Vergine, l’Immacolata Concezione e l’Assunzione della Vergine. Al di sopra del cornicione sono raffigurati i dodici apostoli e nelle vele del transetto i quattro evangelisti. Alla base delle raffigurazioni, sono ricorrenti iscrizioni e simbolismi che rimandano al mondo ultraterreno ed al momento del giudizio finale.
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