
La Chiesa dedicata alla Vergine SS. della Catena e denominata dai devoti “Chiesa Madonna della Catena” dista dal centro abitato di Locorotondo circa un chilometro. Costruita dapprima in aperta campagna ora, per l’intervenuto sviluppo urbanistico, è situata presso un crocevia di strade.
A causa delle sue cattive condizioni statiche è crollata e riedificata nel 1897.
Il culto per la Madonna della Catena risale a tempi remoti e veniva esercitato nella Cappella Grotta sottostante, risalente al XVI secolo, a cui si accede dall’ampia scalinata esterna accanto alla Chiesa e dal successivo piazzale, dove si apre una porta e attraverso la stessa si discende una scalinata interna.
Nella Cappella Grotta vi sono due altari, uno dedicato a Gesù Crocifisso e l’altro alla Vergine SS. della Catena. Su questo secondo altare attualmente è presente, scolpita in pietra locale, la statua della Vergine sedente con il Bambino, statua che originariamente si trovava nella nicchia del Coro dell’antica Chiesa Madre di Locorotondo risalente al secolo XVI e oggi sostituita dalla nuova Chiesa Madre sita nel centro storico di Locorotondo. Sotto la predetta statua si legge l’iscrizione “MARIA SS. DELLE ROSE”, apposta in data 1881 da un benefattore, Michele Conte, che ebbe sempre cura della manutenzione della Cappella Grotta e della soprastante Chiesa, arricchita poi anche con le statue dei Santi Medici Cosma e Damiano.
Nel manoscritto dello storico locale Angelo Convertini si racconta di un giovane contadino che nel 1790 in sogno ebbe la visione dell’esistenza nelle vicinanze della Cappella Grotta di grotte, designandone il luogo. Procedutosi allo scavo, fu rinvenuta la bocca delle grotte aperta nella pubblica strada e andando ancora in profondità furono trovate tre grotte intercomunicanti e nell’ultima si scoprì una fonte di acqua limpida. Chiusa la citata bocca, mediante un traforo sotterraneo nella roccia, le tre grotte sono state messe in comunicazione con la Cappella Grotta, con ingresso accanto all’altare di Gesù Crocifisso e recante la scritta “CRIPTA”.
Nel citato manoscritto si rammenta, inoltre, che durante la celebrazione della messa nella Cappella Grotta, nel lato destro dell’altare della Vergine, il sacerdote Nicola Nardelli vide nel muro un segno di pittura e dopo aver successivamente rimosso l’incrostamento di calcina, rinvenne l’effigie, di antica fattura, della Vergine della Catena a mezzo busto con in braccio il Bambino e tra le mani una catena. Questa pittura, adeguatamente conservata, fu prima esposta accanto alla Cappella del Santissimo nella Chiesa Madre di Locorotondo e attualmente è custodita in una apposita teca sull’altare della Chiesa soprastante, dedicata alla Madonna della Catena e ai Santi Medici Cosma e Damiano.
Nei pressi dell’ingresso della Cappella Cripta è presente un complesso architettonico, oggi in stato di completo abbandono e di degrado, addossato alle pareti della Chiesa ottocentesca. Per le sue caratteristiche costruttive e per la tipologia dei materiali può ritenersi coevo della Cappella Grotta (XVI sec.), fatto costruire dal clero come ricovero per i pellegrini sulla base della credenza religiosa popolare, che asseriva la presenza di una grotta con l’antichissima raffigurazione della Madonna della Catena.
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CAPPELLA GROTTA CATENA- LOCOROTONDO
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