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CHIESA DELL'ADDOLORATA

CHIESA DELL'ADDOLORATA

SERRA SAN BRUNO, VIBO VALENTIA

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CHIESA DELL'ADDOLORATA
La Chiesa dell'Addolorata è stata costruita su progetto dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino nel 1721. Possiede una facciata semiellittica in blocchi di granito locale che fanno da sfondo al bel portone bronzeo realizzato nel 1961 dall'artista serrese Giuseppe Maria Pisani e contenente riquadri raffiguranti i Sette dolori della Madonna. Questa chiesa, che è esempio tangibile dell'architettura tardobarocca della Calabria, ha un interno arricchito dalla presenza di stucchi e decorazioni e ospita il seicentesco Ciborio marmoreo con un meraviglioso tabernacolo templiforme in marmo, pietre dure e argento, realizzato dall'architetto bergamasco Cosimo Fanzago per la chiesa conventuale certosina. Dopo il terremoto del 1783, il Ciborio fu recuperato ed adattato alla volta della chiesa dove tuttora è presente. Molto particolare è anche il Cristo seicentesco proveniente dall'antica Certosa che viene portato in processione il Sabato Santo sulla cosiddetta "naca", un letto sepolcrale allestito ogni anno secondo uno stile estetico nuovo nella foggia e nei colori a seconda dell'estro dei suoi realizzatori. Ai lati dell'altare maggiore, spiccano due altari provenienti dall'antica Certosa sopra i quali sono poste due pale che raffigurano da un lato il Trapasso di Sant'Anna di scuola romana del 1642 e dall'altro l'Apparizione della Vergine a San Bruno del 1721 di Paolo De Matteis. Di notevole valore artistico è la seicentesca balaustra in marmo traforato realizzata da maestri marmorari napoletani. Da ammirare, inoltre, i quattro medaglioni in marmo posti sugli stalli e raffiguranti San Bruno, San Gennaro, San Paolo e San Pietro, il san Pietro è stato attribuito a Giuseppe Sanmartino ,autore del Cristo Velato, gli altri tre a Matteo Bottiglieri, facendone avanzare la tradizionale datazione di circa un secolo.

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La Chiesa dell'Addolorata è stata costruita su progetto dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino nel 1721. Possiede una facciata semiellittica in blocchi di granito locale che fanno da sfondo al bel portone bronzeo realizzato nel 1961 dall'artista serrese Giuseppe Maria Pisani e contenente riquadri raffiguranti i Sette dolori della Madonna. Questa chiesa, che è esempio tangibile dell'architettura tardobarocca della Calabria, ha un interno arricchito dalla presenza di stucchi e decorazioni e ospita il seicentesco Ciborio marmoreo con un meraviglioso tabernacolo templiforme in marmo, pietre dure e argento, realizzato dall'architetto bergamasco Cosimo Fanzago per la chiesa conventuale certosina. Dopo il terremoto del 1783, il Ciborio fu recuperato ed adattato alla volta della chiesa dove tuttora è presente. Molto particolare è anche il Cristo seicentesco proveniente dall'antica Certosa che viene portato in processione il Sabato Santo sulla cosiddetta "naca", un letto sepolcrale allestito ogni anno secondo uno stile estetico nuovo nella foggia e nei colori a seconda dell'estro dei suoi realizzatori. Ai lati dell'altare maggiore, spiccano due altari provenienti dall'antica Certosa sopra i quali sono poste due pale che raffigurano da un lato il Trapasso di Sant'Anna di scuola romana del 1642 e dall'altro l'Apparizione della Vergine a San Bruno del 1721 di Paolo De Matteis. Di notevole valore artistico è la seicentesca balaustra in marmo traforato realizzata da maestri marmorari napoletani. Da ammirare, inoltre, i quattro medaglioni in marmo posti sugli stalli e raffiguranti San Bruno, San Gennaro, San Paolo e San Pietro, il san Pietro è stato attribuito a Giuseppe Sanmartino ,autore del Cristo Velato, gli altri tre a Matteo Bottiglieri, facendone avanzare la tradizionale datazione di circa un secolo.
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