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Giornate FAI di Primavera
Sabato 5 e domenica 6 giugno 2021
Avise: cuore di un feudo e borgo del cuore

Avise: cuore di un feudo e borgo del cuore

AVISE, AOSTA

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Avise: cuore di un feudo e borgo del cuore

Apertura a cura di

Delegazione FAI di Aosta e Gruppo FAI Giovani di Aosta

Orario

Sabato: 10:00 - 16:30
Note: pausa dalle 13 alle 14

Domenica: 10:00 - 16:30
Note: pausa dalle 13 alle 14

Note per la visita

Sia sabato 5 che domenica 6 giugno le visite guidate seguiranno il seguente orario: dalle 10 alle 12:30 e dalle 14 alle 16:30 ogni 30 minuti (ultima visita alle ore 16:30) con gruppi da massimo 15 persone ciascuno. Ai possessori di tessera FAI valida per il 2021 sono dedicate le visite guidate delle ore 11:30, 12:30, 14:30 e 15:30 sia sabato che domenica.

A CURA DI Delegazione FAI di Aosta e Gruppo FAI Giovani di Aosta

Le Giornate FAI di Primavera 2021 ci conducono alla scoperta di uno dei più bei borghi della Valle d'Aosta, cuore del feudo dei signori di Avise. Questa casata, tra le più antiche famiglie nobili della Valle, aveva giurisdizione non solo su Avise e Runaz, ma anche su Leverogne e buona parte della Valgrisenche, dove possedeva i castelli di Rochefort, Planaval e Montmayeur e aveva compartecipazioni nella valle del Gran San Bernardo, fino a Gignod. Abbarbicato suggestivamente su una rocca a strapiombo sulla Dora, scaldato dal sole dell'adret, il borgo di Avise fiorisce intorno alle due emergenze storiche più antiche, la chiesa e il castello Blonay.

All'osservatore moderno, Avise sorge in quello che sembra il tratto più angusto e inospitale di tutta l'alta Valle d'Aosta. Nella gola dopo Runaz l'antica Strada romana delle Gallie, che correva sul fianco meridionale della valle, è tagliata nella roccia viva: la strettoia della Pierre taillée, prodezza dell'ingegneria romana che nei secoli ha suscitato l'ammirazione dei viaggiatori, era un passaggio obbligato per l'accesso al Piccolo San Bernardo. Sul versante opposto, il collegamento con la valle del Gran San Bernardo attraverso il vallone di Vertosan permetteva il controllo dei traffici sull'altra grande via transalpina. Questa straordinaria collocazione strategica spiega sia l'importanza del territorio nello sviluppo e nel consolidamento dell'espansione romana, sia la potenza e il prestigio dei signori che dal Medioevo al XVIII secolo ne ebbero la giurisdizione.

La prima tappa della nostra visita è la chiesa parrocchiale di San Brizio, documentata fin dal XII secolo, rinnovata nel Quattrocento e ricostruita con una pianta più regolare e più grande a partire dal 1863, su progetto dei valsesiani Giuseppe Lancia e Giuseppe Majoli. Scendendo dalla chiesa lungo la stradina che si affaccia sul ripido dirupo coperto di vegetazione selvaggia che precipita verso la Dora si raggiunge il castello Blonay, costituito da molti edifici dalle funzioni più diverse: abitative, di rappresentanza, di servizio e rustiche. Il castello, che prende oggi il nome dai proprietari del Seicento, nipoti di Prospero d'Avise, era la dimora primitiva degli Avise. Il castello dei Signori d'Avise, voluto dal potente Bonifacio d'Avise, consignore di Gignod, è più simile a un palazzo residenziale che a un edificio difensivo, secondo i criteri della moderna edilizia signorile: un massiccio parallelepipedo a base quasi quadrata, con belle bifore carenate al piano nobile, decorate da motivi circolari scolpiti l'uno diverso dall'altro, e monofore carenate che illuminano i vani dei piani superiori. Alla fine del secolo sorge la torre, arricchita nel 1542 da un coronamento a beccatelli e caditoie di fattura ricercata.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Attraverso le esclusive visite guidate gli iscritti e i simpatizzanti del Fondo Ambiente Italiano potranno ammirare la Chiesa parrocchiale di San Brizio – documentata fin dal XII secolo e affrescata dai fratelli Avondo – che conserva al suo interno la vasca battesimale in pietra di epoca romanica, un bellissimo crocifisso ligneo duecentesco e i frammenti di una vetrata del 1530, oltre alle suppellettili sacre e alle oreficerie quattrocentesche e barocche esposte nel museo parrocchiale; il Castello Blonay, dimora primitiva dei Signori di Avise, distinto dall'imponente torre quadrata, databile al XII secolo, coronata da merli a coda di rondine e costruita con grandi blocchi perfettamente lavorati tanto da essere ritenuta una delle più belle torri della Valle d'Aosta; e infine il Castello dei Signori d'Avise, voluto dal potente Bonifacio d'Avise: un massiccio parallelepipedo a base quasi quadrata, con bifore carenate al piano nobile decorate da motivi circolari scolpiti l'uno diverso dall'altro e monofore carenate che illuminano i vani dei piani superiori. Oggi il maniero, restaurato nel 2008 grazie a un progetto Interreg, ospita al suo interno un ristorante. I partecipanti potranno continuare ad esplorare Avise per conto proprio raggiungendo la Cappella del Provaney situata all'ingresso del borgo, fondata nel 1675 e ricostruita in forme neogotiche a fine Ottocento; oppure i ruderi della trecentesca Casaforte Ducrest (Castello di Cré) proseguendo lungo la strada sopra il parcheggio. A Runaz è inoltre presente la Maison de Mosse, splendida casaforte del XV-XVI secolo, sede della biblioteca comunale di Avise e dell'Association Valdôtaine Archives Sonores: essa ospita l'esposizione permanente Au fil des ondes, inaugurata in occasione dei 150 anni di telecomunicazioni in Valle d'Aosta. I volontari del FAI accoglieranno i visitatori nel parcheggio pubblico dopo la galleria.

Testo scritto da Delegazione FAI di Aosta e Gruppo FAI Giovani di Aosta

Visite a cura di

Visite a cura di esperti e volontari del FAI

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