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ACQUEDOTTO MEDICEO (XVII SECOLO)

ACQUEDOTTO MEDICEO (XVII SECOLO)

SAN GIULIANO TERME, PISA

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ACQUEDOTTO MEDICEO (XVII SECOLO)

L'Acquedotto Mediceo è un antico acquedotto attivo per tre secoli tra il XVII e il XX secolo che attraversa la provincia di Pisa. Fu fatto costruire su iniziativa del granduca Ferdinando I de' Medici, che ne affidò il progetto all'architetto Raffaello Zanobi di Pagno tra il 1588 e il 1592. Nel 1594, in seguito a malattia, subentrò alla direzione del progetto l'architetto Andrea Sandrini, che dovette sistemare la condotta a causa di un errore di progettazione che faceva ristagnare l'acqua non facendola arrivare a Pisa, completò il tutto nel 1613 sotto il granducato di Cosimo II de' Medici. È composto da 954 archi equidistanti e decrescenti, edificati con mista di pietrame e laterizi alternati in modo da regolarizzarne la struttura. Le basi di fondazione degli archi sono basati da tronchi di pini interrati. La canalina dove passava l'acqua fu realizzata in terra cotta e sopra di essa vi sono lastre di pietra per evitare il riscaldamento dell'acqua da parte del sole e per evitare l'introduzione di sporcizia. Attualmente lo stato di conservazione dell'acquedotto in tutto il suo tracciato è vario ma mediamente scarso.[4] In dettaglio molte aree dell'acquedotto sono lasciate abbandonate a se stesse, senza alcun intervento fine ad assicurarne la conservazione nel tempo, così da risultarne compromessa la stabilità statica in alcuni punti. Molti archi hanno infatti una pendenza che arriva a 12° e presentano vistose crepe.

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L'Acquedotto Mediceo è un antico acquedotto attivo per tre secoli tra il XVII e il XX secolo che attraversa la provincia di Pisa. Fu fatto costruire su iniziativa del granduca Ferdinando I de' Medici, che ne affidò il progetto all'architetto Raffaello Zanobi di Pagno tra il 1588 e il 1592. Nel 1594, in seguito a malattia, subentrò alla direzione del progetto l'architetto Andrea Sandrini, che dovette sistemare la condotta a causa di un errore di progettazione che faceva ristagnare l'acqua non facendola arrivare a Pisa, completò il tutto nel 1613 sotto il granducato di Cosimo II de' Medici. È composto da 954 archi equidistanti e decrescenti, edificati con mista di pietrame e laterizi alternati in modo da regolarizzarne la struttura. Le basi di fondazione degli archi sono basati da tronchi di pini interrati. La canalina dove passava l'acqua fu realizzata in terra cotta e sopra di essa vi sono lastre di pietra per evitare il riscaldamento dell'acqua da parte del sole e per evitare l'introduzione di sporcizia. Attualmente lo stato di conservazione dell'acquedotto in tutto il suo tracciato è vario ma mediamente scarso.[4] In dettaglio molte aree dell'acquedotto sono lasciate abbandonate a se stesse, senza alcun intervento fine ad assicurarne la conservazione nel tempo, così da risultarne compromessa la stabilità statica in alcuni punti. Molti archi hanno infatti una pendenza che arriva a 12° e presentano vistose crepe.

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