All’inizio del tratto parmense della Via Francigena, non lontano da Fidenza, nell’XI secolo sorse l’Abbazia: un complesso dalle curiose sembianze di castello e azienda agricola, mirabile espressione dell’arte romanica del territorio.
Nella pianura parmense, nella frazione di Castione Marchesi del comune di Fidenza, sorge il complesso abbaziale, fondato nel 1033 dai marchesi Obertenghi, che ha subito diverse trasformazioni e aggiornamenti di gusto e di funzione nel tempo, ma la cui struttura conserva importanti tracce della sua storia: in particolare, l’Abbazia di Santa Maria Assunta, con pianta basilicale e capitelli decorati, rappresenta un’importante fonte di informazioni sull’evoluzione dell’architettura monastica emiliana, nella fase di passaggio tra Romanico e Gotico. Le tre navate sono scandite da arcate a tutto sesto costolonate in mattoni, sostenute da massicci pilastri cruciformi. Di particolare pregio sono i capitelli romanici in arenaria, che impreziosiscono la sobria struttura architettonica. All’interno della chiesa si conservano alcuni frammenti di un mosaico pavimentale, unico esempio di mosaico romanico nel territorio parmense. Con l’arrivo dei monaci olivetani nel 1485, il presbiterio venne ricostruito, con l’inserimento di alte finestre rettangolari. Alla stessa epoca rinascimentale risale il chiostro: in origine di forma rettangolare, oggi conserva soltanto i lati ovest e nord, quest’ultimo ancora caratterizzato da eleganti colonne in pietra con capitelli decorati. Nel corso dell’Ottocento, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone, l’abbazia fu assegnata agli Ospizi Civili di Parma e trasformata in azienda agricola. Inserito in un’area storicamente definita Terra Monachorum, il complesso divenne tra XI e XII secolo un centro religioso, culturale ed economico di primo piano, strettamente legato al passaggio dei pellegrini lungo la Via Francigena. Fa parte del complesso anche il rivellino, elemento fortificato posto a difesa dell’ingresso.