
Sai che puoi? è un'associazione milanese che promuove la partecipazione e valorizza le energie culturali e sociali che abitano la città, impegnandosi per una città a misura di tutte le persone, equa e con servizi accessibili a chiunque. Negli anni ci siamo occupati e continuiamo a occuparci di diverse campagne: "Via libera", nata per contrastare la sosta irregolare; "Apriti vuoto", per restituire alla cittadinanza i grandi spazi vuoti e abbandonati della città; e "Milano Balneare", di cui la piscina Scarioni è tra i protagonisti. La campagna "Milano Balneare" chiede la riapertura e la balneabilità degli spazi pubblici d'acqua a Milano — i centri balneari storici, la Darsena e il lago di Niguarda — come questione di giustizia sociale e climatica e di tutela del patrimonio collettivo. Ha prodotto un report (in allegato), realizzato in collaborazione con i professori del Politecnico di Milano Alessandro Coppola e Antonio Longo; ha raccolto oltre 12.000 firme e promosso diverse mobilitazioni pubbliche sia davanti al centro balneare Argelati (5 giugno 2025) sia davanti al centro balneare Scarioni (28 maggio 2026). La mobilitazione su Argelati ha contribuito alla decisione del Comune di Milano di mantenere l'impianto pubblico e di riqualificarlo attraverso un percorso partecipativo e un concorso internazionale di progettazione. Quella su Scarioni non ha invece ancora raggiunto l'esito sperato.
Il centro balneare è in disuso dal 2019 ed oggi si trova in stato di abbandono e degrado. Oltre al valore architettonico, si aggiungono anche i valori sociali; per oltre sessant’anni il centro ha svolto un ruolo centrale di servizio pubblico, sportivo e sociale per i quartieri circostanti (Zona Ca' Granda, Prato Centenaro, Niguarda), caratterizzati da un’alta presenza di edilizia residenziale pubblica. È stato e continua ad essere un pezzo di quartiere, un luogo che appartiene ai ricordi di migliaia di persone e che, fino alla sua chiusura, ha continuato a far incontrare generazioni diverse. La sua chiusura non è dipesa dall'obsolescenza funzionale, ma dagli esiti di interventi manutentivi e di ristrutturazione non risolutivi eseguiti a partire dai primi anni 2000. Considerando anche l’aumento delle temperature estive, che rende sempre più invivibili le città, è “follia” tenere un centro balneare chiuso o, ancor peggio, demolirlo. Per questo vorremmo che il centro balneare Scarioni rimanesse pubblico ed accessibile.
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