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AMICI DEL CASTELLO ARAGONESE DI PIAZZA ARMERINA

Comitato

AMICI DEL CASTELLO ARAGONESE DI PIAZZA ARMERINA

Avvisi

Durante le Giornate FAI d'Autunno 2019, una parte del Castello aragonese di Piazza Armerina, (solitamente chiuso al pubblico), grazie ad un percorso predisposto dai volontari FAI, ha a perto le sue porte ai visitatori, riscuotendo grande successo. Per quanto riguarda l'attuale censimento I Luoghi del cuore, gli enti e le associazioni coinvolte nella campagna di promozione del Castello aragonese di Piazza Armerina, stanno attivando in questi giorni un proficuo passaparola tra i loro contatti. Il posto del Castello aragonese di Piazza Armerina, nella classifica LDC 2020, è attualmente in aggiornamento.

descrizione

Il nostro Comitato promotore è costituito da privati cittadini e da referenti di associazioni locali che nel tempo hanno sempre dato prova, attraverso iniziative culturali organizzate sul territorio, del grande impegno e della passione profusa nel valorizzare il patrimonio storico-artistico (materiale ed immateriale) del comune di Piazza Armerina. Ciò che accumuna i componenti del nostro comitato è, quindi, una comunità di intenti nel far conoscere la splendida e ricca storia della nostra città, attraverso la valorizzazione e la salvaguardia delle preziose testimonianze storico-artistiche presenti nella nostra città. Una di queste meravigliose testimonianze è proprio il Castello aragonese di Piazza Armerina, bene che abbiamo deciso di sostenere in questo X censimento de "I luoghi del cuore" e che è stato il protagonista delle nostre Giornate FAI di Autunno 2019. Durante le giornate del 12 e del 13 ottobre si sono registrati, all’interno del castello, aperto per l’occasione, circa 3000 ingressi tra appassionati e curiosi. La grande disponibilità degli attuali proprietari del castello, i coniugi Scicolone (originari di Gela), è stata ripagata con l’entusiasmo delle persone che, desiderose di visitare l’antica fortezza, hanno atteso pazientemente il loro turno per accedere ai percorsi predisposti dai volontari FAI in parte degli ambienti interni del castello e in una porzione del camminamento esterno delle mura. Gli Apprendisti Ciceroni hanno abilmente accompagnato i gruppi di visitatori negli spazi prestabiliti, ovvero percorsi messi in sicurezza da tecnici, e raccontato la storia del castello coinvolgendo gli ospiti nella narrazione. Il bene in questione è un organismo di grande interesse castellano per la forma planimetrica delle parti che lo compongono che sono essenzialmente costituite da quattro torri quadrate collegate da mura bastionate ad impianto trapezoidale. Il castello sovrasta un alto terrapieno sostenuto da muri bastionali a modo di rivelini. Queste opere sono state aggiunte in seguito per adeguarlo alla difesa con armi da fuoco. Comeera consuetudine per i castelli feudali, anche il castello piazzese fu edificato in una posizione originariamente isolata ed emergente rispetto alla città medievale, fondando la propria sicurezza sull’inaccessibilità naturale garantitagli dall’altura del Colle Mira (Piazza Armerina sorge su un'altura dei monti Erei meridionali, nella parte centro-orientale della Sicilia, a 697 m d'altitudine). Dalla posizione altimetrica della fortezza, con la semplice pianta rettangolare ed i quattro torrioni quadrangolari disposti ai vertici, è possibile ravvisare influssi di derivazione federiciana. Indubbia è, infatti, l’influenza dell’architettura federiciana sveva in un periodo dove non si era ancora definitivamente affermato il dominio aragonese e di conseguenza neppure una cultura architettonica che subentrasse a quella sveva. L’edificio nel tempo ha subito un grave impoverimento strutturale, in particolare a causa dell’azione di riadattamento risalente ai primi decenni del XIX secolo (quando l’edificio fu adibito a carcere), che ha quasi totalmente modificato gli spazi interni ed esterni. Pertanto, dell’originario modello trecentesco rimangono solo alcune parti di strutture murarie principali, in particolare quelle esterne.

bisogni del luogo

Il Castello aragonese di Piazza Armerina è stato in passato oggetto di alcuni frammentari e superficiali interventi restauro relativi alla parte esterna. Alcuni tentativi di messa in sicurezza, fatti eseguire dal nuovo proprietario, hanno reso possibile la fruizione di parte dell’edificio, con la conseguente (saltuaria) visita di qualche curioso occasionale, di studiosi di architettura medievale o di gruppi di turisti di passaggio in città. Per molto tempo, funzione ultima del castello fu di essere sfruttato impropriamente come deposito di materiale edile; salvo poi venir fatto regredire – col trascorrere degli anni – al rango di vera e propria ‘selva’, per via delle formazioni erbose spontanee che per lungo tempo (prima dell'opera di manutenzione dell'attuale proprietario) hanno ammantato le poderose mura, rendendolo quasi del tutto invisibile. Una sorte di certo bizzarra se consideriamo l’importanza della struttura nella forza della sua monumentalità, e nella rilevanza della sua esistenza di secoli. Con una base squadrata e mura totalmente diritte, venne eretto in un punto focale del territorio urbano che potesse motivarne il suo utilizzo in qualità di strumento di difesa contro gli attacchi nemici. I torrioni che dovevano raggiungere all’incirca i ventidue metri di altezza, sono adesso ridotti alla metà e di cui resta poco. Gli interstizi chiusi poi artificialmente ci richiamano alla memoria che fino ad un’epoca non troppo lontana, compresa tra l’Ottocento borbonico e gli anni Settanta del secolo scorso, il castello fu adoperato come penitenziario. Pesanti portoni d’accesso, dalle giganti serrature ottocentesche, aprono ad una dimensione affascinante ma per troppo tempo dimenticata. L’interno del castello è caratterizzato da solai e soffitti crollati. I detenuti stavano all’interno di piccoli ed angusti “cunicoli” e di camerate che ancora portano il segno della sofferenza. E sugli intonaci invecchiati dagli anni, intatti, anche gli ‘autografi’ con cui i detenuti affidavano al tempo l’esperienza penosa della prigionia. Negli ambienti interni si possono osservare graffiti e dediche difficilmente decifrabili, testimonianza del periodo di permanenza dei detenuti. Nella meravigliosa cappella del castello sono state rinvenute delle scritture in latino, numeri che evocano datazioni, nomi di ipotetici committenti che ancora adesso campeggiano sbiaditi sui muri della grande stanza squadrata, visibilmente abbellita dai resti di un arredo sacro murario. Dalla nicchia sull’altare in cui dovette trovare ospitalità la statua di una madonna, spaziando fino al grande arco duecentesco di forma ogivale che testimonia il sospetto di una edificazione su più livelli, forse proprio a partire dal preesistente cenobio francescano duecentesco. Un eventuale intervento potrebbe essere finalizzato a finanziare il progetto di restauro di parte di questa meravigliosa fortezza, per rendere, ad esempio fruibile, la cappella del Castello che, attraverso le tracce delle sedimentazioni storiche tuttora visibili, possono ancora raccontare tanto delle storie che lì per secoli hanno avuto luogo.

collaborazioni

Gli Enti e le Associazioni, riuniti nel Comitato Promotore “Amici del Castello aragonese di Piazza Armerina”, che collaborano con il Gruppo FAI di Piazza Armerina per promuovere la campagna di voti, a sostegno del Castello aragonese, relativa al X censimento “I Luoghi del cuore” sono: - Amministrazione Comunale di Piazza Armerina - Club per l'UNESCO di Piazza Armerina - AIParC (Associazione Italiana Parchi Culturali - Centro territoriale di Piazza Armerina) - FIDAPA (Sezione di Piazza Armerina) - Co.P.A.T. (Consorzio Turistico per la Promozione del Territorio) - CIF (Centro Italiano Femminile di Piazza Armerina) - Archeoclub (Sede di Piazza Armerina) - Gruppo Archeologico "Litterio Villari" di Piazza Armerina - UCIIM (Sezione di Piazza Armerina) - Rotary Club di Piazza Armerina - Lions Club di Piazza Armerina - Inner Wheel (Club di Piazza Armerina) - Università del Tempo Libero "Ignazio Nigrelli" - Italia Nostra (Sezione di Piazza Armerina) - Società di Storia Patria della Sicilia centro-meridionale - Galleria d'arte Triskelion di Piazza Armerina - Nobile Quartiere Monte Mira di Piazza Armerina -

Scopri i luoghi salvati
Dopo ogni censimento FAI e Intesa Sanpaolo mettono a disposizione un budget di 400.000 euro: una parte viene destinata ai primi tre classificati, l’altra viene assegnata attraverso un bando a cui possono partecipare tutti i luoghi con una soglia minima di voti. Fino a oggi abbiamo sostenuto 119 progetti in 19 regioni
Scopri i comitati attivi
Nati spontaneamente oppure già attivi, i Comitati sono il cuore pulsante del censimento: gruppi di cittadini pronti a mobilitarsi per i luoghi speciali del loro territorio. Scopri quali sono i comitati già attivi o registra il tuo.
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