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Il mito del "Mare Gerundo" nel contesto storico-geografico del territorio cremasco

Il mito del "Mare Gerundo" nel contesto storico-geografico del territorio cremasco

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Il mito del "Mare Gerundo" nel contesto storico-geografico del territorio cremasco
Incontri e convegni Appuntamento a cura di DELEGAZIONE FAI DI CREMA

Partendo dalle narrazioni fiorite dal XVI secolo in poi, Valerio Ferrari illustrerà i diversi aspetti della realtà geografica e storica riguardanti il "Mare Gerundo", immaginario bacino lacustre divenuto presenza costante nella tradizione popolare, soprattutto cremasca e lodigiana.

Da quando Alemanio Fino, oltre quattro secoli fa, nella sua Historia di Crema ha dato inizio alla diffusione a stampa del mito del 'Mare Gerondo', questo immaginario bacino lacustre è divenuto una presenza costante e indiscutibile della tradizione locale, soprattutto cremasca e lodigiana. Tuttavia un'analisi razionale delle più importanti opere letterarie degli autori passati che se ne sono occupati, fino ad arrivare alla più recente produzione editoriale relativa al tema, una volta confrontate con la realtà geografica locale (soprattutto sotto il profilo geomorfologico e altimetrico) conduce alla conclusione che un simile bacino lacustre non avrebbe mai potuto esistere, se non contraddicendo le leggi della fisica.

L'illustrazione dei diversi aspetti concreti relativi alla realtà geografica della "valle dell'Adda" e delle testimonianze storiche riguardanti il "Mare Gerundo" della tradizione, a partire dalla documentazione medievale, ci potranno forse convincere di quanto la sua plurisecolare vitalità nella memoria collettiva sia da catalogare come uno dei non rari esempi di mitografia letteraria, certamente da conservare e tramandare, poiché parte di un patrimonio folcloristico di antica origine, ma rimanendo ben consci della sua innegabile natura fantastica, non diversa da quella del "Drago Tarantasio", suo altrettanto favoloso inquilino.

Al termine della conferenza i volontari FAI accompagneranno il pubblico in visita alla sala della sezione di Archeologia fluviale in cui sono conservate quattro delle tredici piroghe trovate nei fiumi Adda, Oglio e Po per un breve commento a cura del relatore Valerio Ferrari.

Valerio Ferrari
Studioso e profondo conoscitore della realtà geografica, ambientale e antropica del territorio e della sua stratificazione storica, ha prodotto su tali argomenti numerosi studi monografici e pubblicazioni di carattere interdisciplinare. Direttore responsabile, dal 1996, della rivista scientifica a diffusione internazionale «Pianura, scienze e storia dell’ambiente padano», ha diretto anche il periodico di storia locale «Leo de supra Serio». Ha ideato, realizzato e gestito sin dal 1987 il “Bosco didattico” della Provincia di Cremona nonché progettato e allestito l’annesso “Museo del paesaggio padano”. È fondatore e responsabile dell’Atlante toponomastico della provincia di Cremona che si pubblica dal 1994, ideatore e realizzatore del “Centro di Documentazione ambientale della Provincia di Cremona”, ora ricco di oltre 13.000 volumi, e del progetto “Il territorio come Ecomuseo”. Tiene corsi di formazione e svolge interventi pubblici su temi di carattere storico-territoriale e ambientale nonché di storia del paesaggio padano.

ORARIO

Sabato 28 gennaio 2023 ore 16:00 - Conferenza e visita nell’ambito de “Il Sabato del Museo 22/23”
Sala Cremonesi - Museo civico di Crema e del Cremasco, piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj, 5, Crema (CR)

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Evento senza prenotazione aperto a tutti sino ad esaurimento posti disponibili.Sarà possibile iscriversi o rinnovare la propria iscrizione al FAI.

CONTATTI

Per informazioni e-mail crema@delegazionefai.fondoambiente.it seguiteci su FaceBooK e Instagram @delegazionefaidicrema

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